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Latino: gli autori e i generi
Micropercorso: Sallustio e Livio: due concezioni storiografiche a confronto
La letteratura latina nell’età imperiale: quadro storico
La letteratura latina nell’età imperiale: mappe concettuali degli autori
L’oratoria: Cicerone e Quintiliano
Lo stile epistolare: Cicerone Seneca Plinio il Giovane
Il testo storiografico;
Filosofia: gli autori i generi e il lessico
Sartre e l'esistenzialismo
Sigmund Freud: L'Interpretazione dei sogni
Il linguaggio Kantiano
Gli idealisti tedeschi: Fichte Schelling Hegel
I filosofi irrazionalisti: Schopenhauer Kierkegaard Nietzsche
Parolechiave del positivismo
L'intuizionismo bergsoniano
Blondel Berdjaev Croce Gentile
La terminologia marxiana
La Scuola di Francoforte
Husserl e l'esistenzialismo
Il pragmatismo
Empirismo logico e razionalismo critico
Storia dell'arte
L'arte nel '900: schede di ripasso rapido;
a cura del Professor Luigi Cuofano
Leggere un'opera d'arte
Guida pratica: La Pala di Brera di Piero della Francesca
Greco
La commedia nuova
L'ellenismo
Teocrito
L'età imperiale
La prosa nell'età ellenistica
La tragedia
Inglese
Business correspondence
Looking for a job
Francese
Le francais des affaires L'Union Européenne
Il decadentismo in Europa
Negli ultimi decenni dell'Ottocento si sviluppa nella cultura europea in Germania così come in Francia Inghilterra e Italia una critica dei principi su cui si era fondata fino a quel momento l'idea stessa di ragione umana L'avversario da abbattere diventa il dogmatismo scientifico positivista viene negata la piena conoscibilità del reale e in genere di ogni obiettività della rappresentazione del mondo esterno La causalità e le leggi scientifiche sono considerate delle categorie mentali costruite dall'uomo e prive di un riscontro reale nella natura delle cose; viene negato il primato che il positivismo aveva assegnato alle scienze naturali
Gli aspetti speculativi
Per decadentismo si intende quindi non solo il nuovo modo di concepire la poesia e l'arte quale si viene affermando in Francia e poi in Europa a partire dalla metà del secolo XIX ma più in generale un indirizzo di pensiero stimolato dalla reazione al positivismo e alla "dittatura" del sapere scientifico alle delusioni e alle false certezze che esso proclamava
Il decadentismo ha sicuramente come momento più alto l'irrazionalismo cioè la perdita di fede nel potere della ragione L'uomo del decadentismo non crede più nelle verità costruite dall'uomo le quali gli appaiono false rappresentazioni della realtà minate da insanabili contraddizioni Tutto ciò che l'uomo ha elaborato nel corso della storia è ora visto come un cumulo di illusioni la verità come un miraggio assurdo lo stesso concetto di verità come idea labile e ingannatrice
In sostituzione dei valori perduti resta l'assoluto senso dell'individualità la coscienza della creatura umana di costituire un isolato nucleo
L'arte
In un mondo privo di valori l'unico modo che ci resta per comprendere e rivelare il mistero delle cose è l'arte in tutte le sue espressioni L'arte si carica dunque di enormi responsabilità dato che ad essa viene affidata una missione essenziale per la civiltà dell'uomo L'arte e specialmente la poesia è la sola via di salvezza e unico modo di comunicazione
La nascita della poesia decadente
Nel 1857 uscì a Parigi un libro di poesie Ne era autore Charles Baudelaire 18211867 e si intitolava I fiori del male L'opera suscitò uno straordinario scalpore: tutti rimasero stupiti per l'originalità profonda di quei versi e dal linguaggio fortemente simbolico e ricco di metafore
L'effetto del libro sulla società del tempo fu sconvolgente: Baudelaire e il suo editore furono sottoposti a processo e condannati per oscenità Il pubblico non ancora preparato ad affrontare tanta audacia di linguaggio e di contenuti Col tempo però la lezione di Baudelaire fu accolta prima in Francia poi nel resto d'Europa e ottenne il risultato di spingere i poeti verso analoghe ricerche espressive
Decadentismo: il termine
II primo a usare la parolabase di questo derivato fu Verlaine nel sonetto Languore 1883 in cui paragonava se stesso all'impero romano «alla fine della decadenza» per indicare nella sua poesia l'espressione di una civiltà non più vitale ed espansiva ma estenuata dalla troppe esperienze culturali e giunta al capolinea della storia
In seguito la definizione di "poeti decadenti" fu imposta ai seguaci di Verlaine dai loro avversari ovviamente con significato spregiativo finché questi non fondarono nel 1886 la rivista Le Décadent che assumeva la parola a titolo di vanto intesa come sinonimo di un'arte anticonformista e di rottura
In Francia il termine "decadentismo" ebbe breve durata giacché assai presto fu sostituito da quello di "simbolismo" che ne assorbì quasi tutti i significati Invece in Italia continuò ad avere corso anche grazie alla critica di Croce che condusse una severa analisi della poesia italiana postcarducciana da lui condannata come portatrice di segni di "decadenza" cioè di una malattia non soltanto artistica ma soprattutto ideale e morale La nostra cultura contemporanea usa il termine "decadentismo" come semplice connotazione storicocritica
Boccaccio: Andreuccio da Perugia Decameron II 5
analisi del testo
La novella Andreuccio da Perugia narrata da Fiammetta durante la seconda giornata del Decameron quella cioè dedicata ai casi avventurosi di personaggi prima ingiuriati e poi portati in salvo dal volgere ondivago ed imprevedibile della fortuna contiene tutti i classici ingredienti di un racconto efficace ma può al tempo stesso essere letto alla luce degli orientamenti delle moderne teorie narratologiche e strutturaliste cui può fungere da chiaro esempio Anzi da exemplum da speculum secondo i canoni della novellistica e favolistica classica grecolatina e poi medievale saldamente acquisiti dalla narrativa boccaccesca pur se contemporaneizzati laicizzati adattati cioè alla nuova società mercantile affaristica imprenditoriale trecentesca –di cui l’autore si fa interprete in cui la storia di ogni individuo può assurgere ad esemplare solo mantenendo appunto la propria individualità e specificità Le poche righe della rubrica breve trafiletto introduttivo e riassuntivo di ogni novella ce ne forniscono già una prova:
Andreuccio da Perugia venuto a Napoli a comperar cavalli in una notte da tre gravi accidenti sorpreso da tutti scampato con un rubino si torna a casa sua
Come un moderno trailer cinematografico questa che a livello grammaticale consta di una sola proposizione principale da cui si sviluppa una serie di secondarie implicite è un fortissimo richiamo per il lettore sicuramente incuriosito da una trama un plot che si preannuncia ricco e complicato ma che è già tutto lì sotto gli occhi di chi legge con il suo protagonista –e connotazione sociale di mercante il luogo dell’ambientazione –Napoli le sue peripezie e il sospirato lieto fine identificato in questo caso con una gratificazione di carattere economico –un rubino che è per il personaggiomercante certamente la più auspicabile
Allo stesso tempo la cornice adopera per catturare l’attenzione del lettoreascoltatore implicito i giovani ascoltatori di Fiammetta e di quello reale altri meccanismi oltre a quello dell’anticipazionepresentazione di trama e personaggio quali ad esempio l’ellissi e l’effetto suspence espedienti cioè che possano portare l’eccitazione della curiosità al parossismo promettendo nel corso della narrazione lo svelamento di ben tre "accidenti" E come in ogni buon film giallo il rapporto di fiducia che si instaura tra chi racconta e chi segue la storia nell’ambito della dialettica autorelettore deve fondarsi sul fatto che il primo non "bari" che tutto l’intreccio insomma si dipani senza punti oscuri verso lo scioglimento del mistero che le aspettative del lettore insomma non restino frustrate
In questo la novella boccaccesca funziona come un meccanismo perfetto e può essere letta da questo punto di vista come un manuale di narratologia C’è infatti un narratore eterodiegetico ovvero esterno alla vicenda e di secondo grado fittizio impersonato da Fiammetta nome caro a Boccaccio e già noto al lettore a livello intertestuale in altre opere come il Filostrato e l’Elegia di Madonna Fiammetta e legato inoltre all’ambiente napoletano cui anche in questa occasione forse non casualmente è associato C’è un personaggio Andreuccio da Perugia connotato all’inizio del racconto solo a livello economicosociale lo scavo psicologico si andrà evincendo poi dalle sue azionireazioni parallelamente allo sviluppo della vicenda in un contesto ricostruito quasi iperrealisticamente dal punto di vista topografico e temporale ed in una storia che sembra voler obbedire dal punto di vista strutturale alle tre unità aristoteliche tempo luogo azione in un rocambolesco accavallarsi di situazioni alla maniera del filone –oggi anche cinematografico del "tutto in una notte" "una domenica sera in sul vespro" precisa Boccaccio
Il "Malpertugio" la "Rua Catalana" il "vino greco" –tipicamente meridionale offerto ad Andreuccio dalla sua ospite truffaldina la zona del mercato e del porto la consuetudine mercantesca del "trattare" il vocabolario che si arricchisce di tecnicismi –"cozzone di cavalli" espressioni gergali e dialettali sono più che uno sfondo della vicenda Essi assurgono quasi a personaggi aggiuntivi della vicenda a comprimari destinatori in quanto atti ad intervenire sullo svolgimento della vicenda con un ruolo ben preciso nel duello naturafortuna uomocaso che Boccaccio sta inscenando Napoli con le sue strade malavitose con il suo rigoglio di vita di scambi umani ma anche economici di furbi di ogni risma è una delle funzioni del racconto uno dei motori della macchinaintreccio Contemporaneamente però si pone anche come capitale della geografia sentimentale di Boccaccio legato affettivamente alla città da una lunga permanenza giovanile periodo che rimarrà anche dopo il ritorno a Firenze incastonato nella sua memoria emotiva come l’emblema di un’epoca gioiosa e spensierata in cui ebbe modo di maturare anche la sua passione letteraria a dispetto della professione mercantile e finanziaria impostagli dal padre
La vicenda proprio per la dichiarata complessità si sviluppa per rapide sequenze narrative e dialogiche con un ritmo –un montaggio per ricorrere ancora alla metafora cinematografica velocissimo quasi sincopato che poco o nessuno spazio lascia a parentesi descrittive e riflessive seguendo una struttura temporale lineare e –come si è già accennato da manuale organizzata cioè in una scansione: situazioneostacoloperipeziarisoluzione Un meccanismo dunque tradizionale ma reso efficace e originale dall’effetto amplificatorio della triplicazione Tutta la vicenda è come elevata alla terza potenza: per tre volte lo stato di quiete del protagonista viene turbato da tre diversi ostacoli: l’inganno di Fiordaliso l’incontro con i due ladri la prigionia nell’arca dell’arcivescovo Minutolo; e per tre volte l’impedimento viene rimosso in una struttura altalenante capace di trasmettere alzando e abbassando continuamente il livello della tensione narrativa anche emotivamente al lettore la sensazione dello scorrere tortuoso della fortuna
Andreuccio protagonista unico della novella è affiancato secondo il modello attanziale di Greimas solo da oppositori anche se lui si ostina a non riconoscerli subito come tali scambiandoli sempre per aiutanti E’ presentato come un uomo completamente agito dal caso lontano quindi dallo stereotipo del mercante furbo e sospettoso Andreuccio è un mercante ingenuo credulone disposto a prestar fede ad una sorella improvvisamente acquisita e a due ceffi – oggi ci riporterebbero al topos favolistico del "gatto e la volpe" che incontrati sulla Rua Catalana una malfrequentata via della zona portuale napoletana gli propongono di fare società in un losco affare Proprio in virtù di questa bonarietà quasi candore di Andreuccio la fortuna dopo essersi divertita a disarcionarlo lo rimette in sella secondo una struttura che più che circolare ad anello Rinkcomposition potremmo definire elicoidale in quanto l’oggetto del contendere attorno a cui ruota tutta la storia ovvero il denaro di Andreuccio risulta dopo lo scioglimento dell’ultima e più singolare peripezia non solo reintegrato nelle tasche del legittimo proprietario ma addirittura accresciuto: dai 500 fiorini iniziali ad un rubino del valore di "oltre 500 fiorini d’oro"
Il romanzo del '900
anche l'Italia nella seconda rivoluzione industriale 1896/1908 acquisisce una base industriale
l' età giolittiana vede nascere una moderna società di massa
l'imperialismo produce la Grande guerra il militarismo ed il nazionalismo che si conclude con il trionfo dei regimi autoritari negli anni '20
LA GENERAZIONE DEGLI ANNI ‘80
il sovversivismo tipico della piccola borghesia una generazione allo sbaraglio anche sul piano esistenziale con il tipico ribellismo
i grandi di fine '800 dal '55 di Pascoli al '67 di Pirandello pur definendo una poetica distruttiva mantengono la aspirazionericerca non esaudita al principio di razionalità di moralità borghese
Pirandello e Svevo superano i tratti elitari ed aristocratici del decadentismo
è il periodo delle avanguardie: la rottura la rivolta contro i gusti del pubblico sono gruppi internazionali ed interartistici:
espressionismo dal 1904 il futurismo il dadaismo il surrealismo
rifiutano la razionalità positivista/naturalista ma anche la visione elitaria decadente
nel 1919/22 con la "Ronda" anche l'Italia registra il "ritorno all'ordine"
LA NUOVA CONDIZIONE DELL’INTELLETTUALE
lo stato moderno sviluppa un nuovo ceto sociale piccolo borghese: il letterato salariato
le riviste politicoculturali fiorentine fra il 1903 e il 1915 prima fra tutte "La Voce" alimentano l'idea di una cultura antigiolittiana rivolta ai giovani
non sono mai esclusivamente letterarie o artistiche ma politico culturali
lo sviluppo degli intellettuali è anche conseguenza dello sviluppo degli strumenti culturali
in primo la scuola l'analfabetismo si riduce da148 7% al 379% in un decennio; dal 1923 la riforma Gentile della scuola con la distinzione liceotecnici
il giornalismo offre una opportunità di impiego presso i periodici la terza pagina
nascono i sindacati della categoria degli insegnanti il grande mito del maestro in "Cuore"
l'editoria si sviluppa in maniera industriale: sino al 1914 c'è una crescita esponenziale della stampa di libri con l'affermarsi di Treves poi Garzanti e di Mondadori
nascono i primi teatri stabili e i politeama che superano i cafechantant
si sviluppa il cinematografo e la radio a partire dal 1924 utilizzata dal fascismo
UN DOPPIO LIVELLO CULTURALE: UNA OMOGENEA DI MASSA E UNA D’ELITE
crisi nei tradizionali ruoli umanistici carducciano o dannunziano
i crepuscolari rifiutano la figura del poeta vate
i futuristi bollano come "passati" i letterati : esaltano la macchina il progresso la velocità
l' atteggiamento variegato dei vociani : da Serra che rivendica l' eredità letteraria e sceglie la guerra come riscatto individuale a Papini che esalta il momento provocatorio ed iconoclasta
Michelstaedter: la società di massa addomestica l'intellettuale e promuove il consenso solo la morte a soli 23 anni esprime la libertà di scelta
LE NOVITA’ NELLA SCIENZA E NELLA FILOSOFIA
nasce una nuova concezione dello spazio del tempo della materia e dell'energia
si rompe la tradizione newtoniana: Eistein con la relatività Plank 1918 la teoria dei "quanti"
analoga rottura con la psicoanalisi di Freud e la filosofia del linguaggio di Wittgenstein
ecco il carattere soggettivo e pragmatico della verità: nasce il relativismo di cose e concetti
Einstein: 1916 la teoria della relatività spazio e tempo sono una struttura universale cronotopo in relazione con la massa presente nell'universo
Planck: i quanta sono particelle in:finitesime discontinue per cui il funzionamento dell'universo
Bergson in filosofia e Proust in letteratura relativizzano il concetto di tempo che non è più oggettivo ma relativo all’emozione del soggetto
sparisce il personaggio a tutto tondo sul modello di Manzoni
Freud segna la nascita della psicoanalisi e scompone l’idea stessa di un io unitario: all’ ES degli impulsi irrazionali si aggiunge l’IO che cerca una razionalità ordinatrice infine il Super lO prodotto della dimensione sociale e collettiva di valori e convenzioni
principio di realtà e principio di piacere si contendono i comportamenti del singolo individuo
questo comporta la scoperta e la valorizzazione della dimensione dei sogni dell' onirico del simbolismo dell'inconscio con un influsso decisivo sulle arti in generale esempio Svevo
al centro l’infanzia la nevrosi il complesso edipico l’uccisione del padre una iniziale riflessione sulla scrittura di genere Virginia Woolf
il tema del rapporto padrefiglio e del conflitto è al centro della letteratura primonovecentesca Kafka Pirandello Svevo Tozzi
come in campo politico c’è l’aspirazione ribellistica alla distruzione dei vecchi valori
la guerra diventa un terreno di riflessione e di riscatto: di ricerca comunque di assoluto
Lo sviluppo di un enorme apparato burocratico sviluppa anche il tema della condizione alienata del ceto impiegatizio la frustrazione e l’inettitudine diventano temi ricorrenti Svevo Kafka Pirandello Joyce
L’esistenza appare dominata dalla macchina subordinata alle esigenze economiche capitalistiche
La realtà è sempre più estranea ed insensata: entra in crisi anche il simbolismo
La letteratura latina nell’età imperiale: quadro storico
Periodo dinasticoereditario: i Giulio Claudii:
Augusto: 31aC 14 dC
Tiberio: 14 – 37
Caligola: 3741
Claudio: 4154
Nerone: 54 – 68
6869: guerra civile tra Galba sostenuto dal senato Otone dai prtoriani e Vitellio dalle legioni della Germania Alla fine di questa fase conflittuale emerge Vespasiano sostenuto dal’esercito
Età dei Flavi:
Vespasiano: 6979
Tito: 7981
Domiziano: 8196
Periodo del principato per adozione:
Nerva: 9698
Traiano: 98117
Adriano: 117138
Età degli Antonini:
Antonino Pio: 138161
Marco Aurelio: 161180
Commodo: 180192
La letteratura nell’età imperiale: mappe concettuali degli autori
Fedro
Petronio
Marziale
Plinio
Tacito
L’oratoria: Cicerone e Quintiliano
Cicerone è oratore facondo e appassionato la sua eloquenza non è mai fredda e fa leva sul coinvolgimento psicologico dell'ascoltatore sui sentimenti più che sulle sottigliezze giuridiche Dal punto di vista prettamente stilistico si è da più parti sostenuto che egli abbia inaugurato una nuova via nell'oratoria equidistante sia dalle asperità e dal fraseggio ampolloso dell'asianesimo sia allo stesso tempo dalla pacatezza quasi colloquiale dell'atticismo di cui si era impossessato in seguito al suo viaggio in Grecia tra il 79 e il 77 aC Questo cosiddetto terzo stile o stile rodiese non è in realtà sufficientemente documentato per poter parlare di nuova scuola o nuovo stile mentre è molto più plausibile ricondurre il periodare oratorio di Cicerone ad una caratteristica che è un po' la sua cifra stilistica distintiva anche in ambito filosofico: l'eclettismo Lo stile dell'arpinate infatti non può essere ricondotto agevolmente ad un modello proprio perché duttile di volta in volta al contesto al referente alla materia Anche i diversi momenti dell'orazione quindi sono suscettibili di una differente elaborazione stilistica: exordium narratio partitio confirmatio reprehensio e conclusio secondo la partizione teorizzata dallo stesso Cicerone nel De inventione fasi eterogenee dell'attività probatoria e persuasiva dell'oratore vengono così stigmatizzate dal registro tonale e dalle forme stilistiche a loro più appropriate
L'Institutio oratoria la più importante opera di Quintiliano assieme al De causis corruptae eloquentiae purtroppo non pervenutaci è soprattutto una grande enciclopedia pedagogica che intende abbracciare ogni campo attinente all'educazione e alla formazione del futuro oratore dalle prime fasi scolari al perfezionamento nell'arte retorica
L'intento principale di questo esperto pedagogista è dunque la riforma dell'istruzione intesa come la via principale per combattere il profondo stato di crisi in cui l'eloquenza versava in epoca flavia Più che individuare le cause storiche e politiche Quintiliano si impegna in un'operazione di rifondazione della retorica incentrata in primo luogo sul recupero e la riproposizione del modello ciceroniano l'unico degno di essere imitato per contrapporlo sia al gusto atticistico la cui estrema asciuttezza era nota stilistica tipica di una fase letteraria arcaica sia alle tendenze troppo moderne dell'asianesimo di cui Quintiliano individua in Seneca l'esponente più rappresentativo Spesso comunque il recupero del modello ciceroniano rimane solo una vuota forma un artificio puramente letterario ben distante dalle reali vedute dell'oratore di Arpino in ambito retorico Il valore formativo fondamentale conferito da Cicerone alla filosofia ad esempio viene perentoriamente rifiutato da Quintiliano più orientato sotto certi aspetti al recupero del vir bonus dicendi peritus di tradizione catoniana che non al vivace eclettismo culturale proprio dell'atteggiamento pedagogico e dell'eloquio ciceroniano
Sigmund Freud: L'Interpretazione dei sogni
L’Interpretazione dei sogni
Una volta gli chiesi quali fossero tra i suoi scritti quelli che preferiva ed egli tirò fuori dagli scaffali l’Interpretazione dei sogni e i Tre saggi sulla teoria sessuale dicendo: "Spero che questo sarà presto sorpassato per il fatto di essere stato universalmente accettato ma l’altro dovrebbe durare più a lungo" Poi con un calmo sorriso aggiunse: "Sembra che io sia destinato a scoprire solo cose ovvie: che i bambini hanno sensazioni sessuali cosa che ogni balia sa; e che nei sogni della notte i desideri si realizzano proprio come in quelli a occhi aperti" Jones 1953 vol I p 421 *
È degno di nota il fatto che Freud consideri come ovvie le sue due grandi scoperte cioè il sogno come appagamento di desiderio e l’esistenza della sessualità infantile Tuttavia sappiamo che queste scoperte rappresentarono nell’economia della dottrina freudiana quelle di maggiore rottura con la tradizione culturale occidentale e forse per questo incontrarono anche le maggiori resistenze Lasciamo da parte il tema della sessualità e soffermiamoci sull’Interpretazione dei sogni che è l’oggetto di questo lavoro
Il privilegio accordato da Freud a L’interpretazione dei sogni 1899 si spiega con il fatto che fu proprio il sogno a condurlo in modo decisivo sulla via della scoperta dell’inconscio Freud aveva definito il sogno come "la via regia per accedere all’inconscio" Questa scoperta significò anche il riconoscimento del desiderio sessuale della sessualità infantile e di tutti i temi che caratterizzeranno l’opera di Freud dopo il 1899 Da questa grande opera dunque si diramano le grandi questioni che caratterizzeranno la ricerca freudiana
Genesi e struttura dell'Interpretazione dei sogni
Dato che una grande opera ha sempre una storia che la precede riteniamo opportuno dare al lettore alcuni suggerimenti sulla genesi e la struttura del grande capolavoro del 1899 Questi suggerimenti si impongono poiché riteniamo che la comprensione rigorosa di un testo passi necessariamente attraverso un’analisi del retroterra in cui si è formato
Die Traumdeutung L’interpretazione dei sogni pubblicato il 4 novembre 1899 apparve con la data del 1900 presso l’editore Franz Deuticke di Lipsia e Vienna Il carattere centrale di quest’opera considerata quella che sancisce definitivamente la nascita della psicoanalisi è testimoniato dal fatto che conobbe ben otto edizioni: 1909 2a edizione; 1911 3a ed; 1914 4a ed; 1919 5a ed; 1921 e 1922 6a e 7a ed in verità ristampe della 5a ed; nel 1925 fu pubblicata riveduta ma non costituì una nuova edizione; infine 1930 8a ed Molte furono le modificazioni apportate da Freud in queste edizioni e la traduzione italiana edita da Boringhieri a cura di Cesare Musatti che si basa sulla 8a edizione ma anche sull’edizione inglese curata da J Strachey dà conto in nota di tutte le varianti e dei passi inseriti datandoli
Come nasce questa grande opera scientifica di fine secolo che ha segnato in profondità la cultura del novecento? In verità la genesi di questo testo non è affatto semplice ed essa risulta per usare un termine freudiano "sovradeterminata" ossia implica contemporaneamente più significati Questioni diverse si intrecciano nell’origine di quest’opera: questioni di tecnica di teoria ma anche autobiografiche Lo stesso Freud del resto non riesce a stabilire una genesi univoca Ci soffermeremo su due fatti che ci permetteranno di chiarire in che senso possiamo parlare di una molteplicità di origini
In Per la storia del movimento psicoanalitico 1914a Freud scrive:
"L’Interpretazione dei sogni essenzialmente già pronta all’inizio del 1896 fu stesa soltanto nell’estate del 1899" p 395
Le ragioni che spiegano il fatto che l’opera fosse già pronta agli inizi del 1896 sono esposte dallo stesso Freud
"Essa [L’interpretazione dei sogni] mi si presentò come primo frutto dell’innovazione tecnica che avevo adottato dopo essermi risolto sulle tracce di un oscuro presentimento a sostituire l’ipnosi con le associazioni libere" p 392
Dunque la scoperta che il sogno in quanto fenomeno psichico avesse un senso è connessa con una variazione tecnica decisiva per la nascita della psicoanalisi e precisamente con il passaggio dall’ipnosi metodo praticato da Breuer e dallo stesso Freud e di cui si trova traccia negli Studi sull’isteria firmato dai due autori alle associazioni libere cioè come vedremo meglio più avanti ad una tecnica in cui si invitava il paziente a comunicare tutto ciò che si presentava alla sua mente
Ora la prima applicazione delle associazioni libere fu effettuata da Freud nel 1892 con la paziente Elisabeth von R che aveva rifiutato di farsi ipnotizzare Studi sull’isteria 189295 A partire da questa prima esperienza egli decise di abbandonare definitivamente l’ipnosi nel 1894 ossia contemporaneamente alla cessazione della sua collaborazione scientifica con Breuer Così tra il 1892 e il 1894 Freud già si dedicava alla interpretazione dei sogni Si comprende chiaramente da quest’altro brano del testo del 1914
Prima che i miei rapporti con Breuer si interrompessero non ebbi praticamente il tempo di informarlo sia pur con una frase soltanto di essere ormai in grado di tradurre i sogni S Freud 1914a p 392
Tuttavia la prima interpretazione esaustiva di un sogno scritta da Freud concerne un sogno personale fatto da lui durante la notte del 2324 luglio 1895 e riportato anche ne L’interpretazione dei sogni come il sogno dell’iniezione ad Irma L’interpretazione di questo sogno rappresentò l’inizio dello sviluppo della teoria freudiana sul sogno nonché il momento rivelatore del segreto della scena onirica In una lettera a Fliess del 12 giugno 1900 Freud fantastica una lapide sulla casa dove fece questo sogno una casa a Bellevue dove soleva passare le vacanze con la famiglia
"Non credi che sulla casa un giorno si potrà leggere questa lapide?
In questa casa il 24 luglio 1895
al Dr Sigm Freud
si svelò il segreto del sogno"
Al di là dell’idealizzazione di questo episodio in quello stesso anno egli stava lavorando per costruire un sistema generale di psicologia in cui il sogno occupava una parte significativa Infatti il Progetto di una psicologia 1895 che costituisce il frutto di questa ricerca contiene tre paragrafi dedicati al sogno e scritti nel settembre Non possiamo soffermarci su quest’opera che contiene indubbiamente alcuni elementi importanti della futura teoria del sogno Comunque da questo momento si aprì a Freud una strada che lo condusse indubbiamente al capolavoro del 1899 Il sogno cominciò ad apparire a Freud come la via regia che conduce all’inconscio
Tuttavia nella prefazione alla seconda edizione della grande opera datata 1908 Freud dà un’altra traccia per chiarire la genesi di quest’opera Si tratta di un avvenimento che ebbe una risonanza notevole nella sua vita e che accentuò in lui l’esigenza di quell’autoanalisi che tanta importanza ebbe nella scoperta della psicoanalisi Leggiamo Freud:
Questo libro ha infatti per me anche un altro significato soggettivo che mi è riuscito chiaro solo dopo averlo portato a termine Esso mi è apparso come un brano della mia autobiografia come la mia reazione alla morte di mio padre dunque all’avvenimento più importante alla perdita più straziante nella vita di un uomo S Freud 1899 p 5
Così a posteriori il testo si arricchisce di un’ulteriore significazione iscritta nell’autobiografia di Freud Infatti dal momento della morte del padre avvenuta il 23 ottobre 1896 i conflitti nevrotici di Freud cominciarono ad emergere come testimoniano alcune lettere a Fliess del 1897 Questi conflitti trovarono la possibilità di esprimersi e dunque di simbolizzarsi nella scrittura di questa grande opera
Con questi due riferimenti a cui bisognerebbe aggiungerne ancora altri vogliamo solo mostrare la complessità dell’origine di questo testo
Per quanto riguarda la struttura dell’opera essa è composta da 7 capitoli Nel primo capitolo Freud sintetizza secondo lo schema della trattatistica dell’epoca le posizioni sul sogno che la scienza principalmente ottocentesca aveva prodotto Consigliamo di leggere questo capitolo dato che rappresenta un ottimo resoconto del panorama culturale dell’epoca sul problema del sogno Negli altri 6 capitoli espone la sua dottrina partendo dal problema dell’interpretazione fino a questioni più teoriche riportate nel famoso capitolo 7 in cui trovano posto le prime riflessioni metapsicologiche Analizzeremo in dettaglio i problemi tecnici connessi all’interpretazione del sogno riferendo contemporaneamente alcuni esempi di sogni interpretati da Freud per dare al lettore un’idea concreta di questo metodo Faremo riferimento infine ai problemi metapsicologici posti dall’ultimo capitolo dell’oper
Il metodo dell'interpretazione
Già dal titolo dell’opera del 1899 si comprende che il problema principale dell’opera freudiana verte sulla questione dell’interpretazione deutung Ma perché un sogno deve essere interpretato? Evidentemente perché il suo senso non è dato immediatamente Infatti ""interpretare un sogno" significa indicare il suo "senso" sostituirlo con qualche cosa che si inserisca come elemento di grande importanza e di pari valore nella concatenazione delle nostre azioni psichiche" S Freud 1899 p99 Questo vuol dire come vedremo meglio più avanti che il sogno nasconde sempre il suo senso e che interpretarlo significa svelarne il significato nascosto
Ora il senso del sogno lo possiamo svelare solo attraverso un metodo adeguato all’oggetto In realtà tentativi di elaborare metodi di interpretazione del sogno già c’erano stati prima del testo freudiano Infatti lo stesso Freud prima di esporre il suo "metodo" interpretativo fa alcune considerazioni critiche su due procedimenti popolari di interpretazione del sogno
Analisi di due metodi popolari
Si tratta di due metodi che provengono dalla tradizione sacerdotale antica ed in particolar modo dall’antico Egitto
Il primo metodo considera il sogno come una totalità indivisibile e lo sostituisce con un altro contenuto analogo Si tratta di un’interpretazione simbolica del sogno Per illustrare questo metodo Freud riferisce la "spiegazione del sogno del faraone fornita dal biblico Giuseppe Sette vacche grasse alle quali seguono sette vacche magre che divorano le prime: è una sostituzione simbolica della predizione di sette anni di carestia in Egitto che divoreranno tutta l’abbondanza accumulata nei sette anni fortunati" p 100
Diverso da questo è il secondo metodo che introduce una "scomposizione" del testo onirico
Questo potrebbe essere definito metodo di decifrazione perché tratta il sogno come una specie di linguaggio cifrato in cui ogni segno viene tradotto secondo una chiave prestabilita in un altro segno di significato conosciuto p100
Anche qui per spiegare questo metodo Freud riporta un esempio "Ho sognato per esempio una lettera ma anche un funerale eccetera; consulto ora un "libro dei sogni" e trovo che "lettera" va tradotto con "dispiacere" funerale con "fidanzamento"" p 100
Si può notare che questo metodo pur scomponendo la scena onirica nei suoi elementi presuppone un codice fisso di significati a partire dal quale il sogno diviene leggibile Era questo il secondo procedimento dei sacerdoti egiziani i quali facevano riferimento nell’interpretazione del sogno al codice dei geroglifici simbolici che serviva loro da fondamento Come avrebbero potuto infatti asserire che il drago significava la sovranità e che un serpente indicava la malattia se non facendo riferimento ad un insieme fisso di significati? Ecco qual è la conclusione di Freud rispetto ai due metodi:
Non v’è dubbio che i due procedimenti popolari d’interpretazione del sogno sono inutilizzabili per la trattazione scientifica dell’argomento Il metodo simbolico è di applicazione limitata e incapace di una spiegazione generale Nel metodo di decifrazione la cosa più importante sarebbe l’attendibilità della "chiave" del libro dei sogni mentre di ciò manca qualsiasi garanzia p 102
Il metodo delle libere associazioni
Freud rompe con ambedue i metodi introducendo un livello di complessità maggiore nella decifrazione del sogno
"Il mio metodo infatti non è comodo come il popolare metodo di decifrazione che traduce il contenuto del sogno in base ad una chiave fissa; anzi sono quasi rassegnato al fatto che lo stesso contenuto possa rivestire un significato diverso secondo le persone ed il contesto" p 106 corsivo nostro
Dall’ultima affermazione di Freud si capisce che questa complessità è data dall’introduzione della soggettività nella ricerca del senso del sogno I due metodi precedenti infatti abolivano completamente il riferimento al sognatore perché ambedue fondati sul presupposto che il sogno avesse un’origine divina Esso non era altro che il messaggio che la divinità inviava agli esseri umani i quali non erano mai artefici dei loro sogni Questo spiega perché interpreti del sogno potevano essere solo i sacerdoti cioè coloro che detenevano le chiavi per decifrare questo messaggio
Ora il primo segno di introduzione della soggettività è considerare il sogno come un "fenomeno psichico" S Freud 191517 p 275 e dunque come una produzione psichica Notiamo di sfuggita che questa è anche una critica alla scienza medica di fine ’800 inizi ’900 che faceva del sogno un "fenomeno somatico" Anche questa concezione — che aveva la pretesa di essere scientifica — escludeva a suo modo il soggetto quando per esempio definiva il sogno come "un processo somatico in tutti i casi inutile" p 262 In quest’ottica il lavoro di interpretazione del sogno cioè la ricerca del suo senso non avrebbe nessuna ragion d’essere
In secondo luogo con l’introduzione del soggetto si ha contemporaneamente una variazione radicale nel metodo interpretativo Quest’ultimo infatti per essere adeguato al suo oggetto cioè al sogno come "fenomeno psichico" non può escludere la soggettività Perciò nel lavoro di interpretazione del sogno la parola spetta sempre al sognatore In un passo folgorante Freud articola i due momenti: il sogno come "fenomeno psichico" e il nuovo metodo di investigazione del suo senso
Procediamo dunque nel nostro lavoro con l’ipotesi che il sogno sia un fenomeno psichico In tal caso esso è una produzione e un’espressione del sognatore tale però da non dirci nulla da risultarci incomprensibile Ora cosa fate voi nel caso che io mi esprima in modo per voi incomprensibile? Mi interrogate non è vero? Perché non dovremmo fare lo stesso e chiedere al sognatore che cosa il suo sogno significhi ? p 275
La differenza fondamentale dunque tra questo metodo e i due precedenti consiste nel fatto che l’analista non è nella stessa posizione del sacerdote che possiede a priori il senso del sogno ma è piuttosto il sognatore stesso a detenere il significato nascosto della scena onirica la quale infatti come Freud ci ha detto è una sua "produzione" ed una sua "espressione"
Ora "il sognatore dice sempre di non sapere nulla" p 276 In verità continua Freud il sognatore "non sa di saperlo e per questo crede di non saperlo" Freud introduce così una divisione in seno al soggetto tra una credenza cosciente di non sapere e un sapere inconscio di cui la coscienza non sa nulla Dunque quando abbiamo detto che Freud introduce il soggetto abbiamo mancato di qualificare questo soggetto Rettifichiamo: Freud introduce il soggetto dell’inconscio quel soggetto di cui tutta l’opera freudiana non farà altro che giustificarne l’esistenza
Ma come portare il soggetto ad appropriarsi di questo sapere di cui non sa? La prima risposta Freud l’ha data: chiedere al paziente cosa significhi il suo sogno Perciò "chiedere al sognatore come sia giunto a quel determinato sogno e di nuovo la sua prima affermazione dovrà essere considerata come una spiegazione" p 279 Meglio: giacché il soggetto ci risponde che non ne sa nulla Freud invita a "scomporre il sogno nei suoi elementi" in modo da "esaminare ogni elemento separatamente" p 280
Quando invito qualcuno a dire ciò che gli viene in mente a proposito di un determinato elemento del sogno è come se pretendessi da lui che si abbandoni all’associazione libera tenendo fissa una rappresentazione iniziale Questo richiede uno speciale atteggiamento dell’attenzione che è del tutto diverso da quello che si ha nella riflessione e che esclude la riflessione p 281
È questo il metodo dell’associazione libera che portò Freud all’abbandono dell’ipnosi e alla scoperta della psicoanalisi Per evitare fraintendimenti chiariamo preliminarmente il senso del termine "libera" nell’espressione "associazione libera" o meglio per essere più precisi: "libera associazione"
Innanzitutto se il punto di partenza è dato da una parola — come negli esperimenti di Jung — o da una rappresentazione della scena onirica — come nel caso qui esposto da Freud — il decorso associativo può essere considerato "libero" a condizione di non essere orientato da una volontà selettiva cioè da una volontà che impone di seguire delle rappresentazioni selezionate sulla base per esempio della loro coerenza come nel caso del discorso razionale Ricordiamo che questa "libertà" si accentua quando non viene dato nessun punto di partenza come nel caso della regola fondamentale prescritta dall’analista al paziente In quest’ultimo caso infatti il punto iniziale della catena associativa è dato da una rappresentazione mentale del paziente emersa anch’essa in maniera "libera"
In secondo luogo l’esclusione di un’intenzione selettiva non implica che il decorso associativo sia completamente privo di finalità Infatti le libere associazioni evidenziano un ordine determinato dell’inconscio: " rinunciando alle rappresentazioni finalizzate coscienti il predominio sul decorso rappresentativo passa a rappresentazioni finalizzate celate" S Freud 1899 p 485 È questo il principio di determinazione che regge la vita psichica secondo cui nulla vi accade casualmente ma tutto è prodotto grazie alle vie associative dalle forze inconsce Così le associazioni emergenti non sono completamente libere e dipendono non solo dalla rappresentazione iniziale — laddove è presente — ma anche "da cerchie di pensieri e interessi potenti dal punto di vista affettivo da complessi il cui concorso non è noto al momento ossia è inconscio" p 283
Vedremo che molti di questi complessi inconsci hanno a che vedere con la sessualità di cui parleremo nel prossimo capitolo Per il momento assumiamo ciò: in virtù del determinismo della vita psichica ossia di una concatenazione inconscia finalizzata le rappresentazioni emergenti nelle associazioni libere sono in relazione significante con il sogno
Analisi di un sogno campione: il sogno dell’iniezione a Irma
Niente può spiegare il metodo di interpretazione del sogno meglio del modo in cui Freud lo mostra all’opera nell’analisi di un sogno fatto da lui e come abbiamo già detto diventato ormai famoso
Innanzitutto Freud ci ricorda che ogni sogno ha una premessa La premessa costituisce l’antecedente storico immediato del sogno antecedente che offre lo spunto del sogno e che ritroviamo sempre ad un’attenta analisi negli elementi della scena onirica Perciò bisogna tener conto della sua presenza ogni volta che ci accingiamo ad interpretare un sogno
Freud ci dice che nell’estate del 1895 aveva curato una giovane donna Irma legata a lui e ai suoi familiari da una certa amicizia Si sa che in campo psicoterapeutico una relazione di amicizia tra il medico e il paziente può turbare decisamente il processo della cura Secondo Freud il successo di questa terapia fu parziale e anche se la giovane Irma aveva risolto il problema della sua angoscia isterica non si era tuttavia liberata dei sintomi somatici Dunque per Freud la "cura analitica" non fu certamente risolutiva Del resto a ciò bisogna aggiungere che egli era all’inizio delle sue scoperte psicoanalitiche
Un giorno un collega nonché amico di Freud Otto gli disse di aver visto Irma; a questa affermazione Freud gli chiese come l’avesse trovata e la risposta del giovane — "Sta meglio ma non del tutto bene" — irritò non poco Freud che la sera stessa scrisse quasi per giustificarsi un resoconto del caso clinico della malattia di Irma da consegnare al dottor M un’autorità in campo medico La notte fece il seguente sogno
Sogno del 2324 luglio 1895
Un grande salone molti ospiti che stiamo ricevendo Tra questi Irma che prendo subito in disparte come per rispondere alla sua lettera e rimproverarla di non accettare ancora la "soluzione" Le dico: "Se hai ancora dolori è veramente soltanto colpa tua" Lei risponde: "Sapessi che dolori ho ora alla gola allo stomaco al ventre e mi sento tutta stretta" Mi spavento e la guardo: è pallida gonfia Penso: dopo tutto forse non tengo conto di qualche cosa di organico La porto alla finestra e le guardo la gola Irma mostra una certa riluttanza come le donne che portano la dentiera Penso che non ne ha proprio bisogno La bocca poi si apre bene e vedo a destra una grande macchia bianca e in un altro punto accanto a strane forme increspate che imitano evidentemente le conche nasali estese croste grigiaste Chiamo subito il dottor M che ripete la visita e conferma il dottor M ha un aspetto assolutamente diverso dal solito: è molto pallido zoppica non ha barba al mento Anche il mio amico Otto si trova ora accanto a Irma e l’amico Leopold la percuote sul corsetto e dice: "C’è una zona di ottusità in basso a sinistra"; e indica inoltre un tratto di cute infiltrato sulla spalla sinistra cosa che anch’io sento nonostante il vestito M dice: "Non c’è dubbio è un’infezione; ma non importa; sopraggiungerà una dissenteria e il veleno sarà eliminato" Inoltre sappiamo subito da dove proviene l’infezione Qualche tempo fa per un’indisposizione l’amico Otto le ha fatto un’iniezione con un preparato di propile propilene acido propionico trimetilamina ne vedo la formula davanti ai miei occhi stampata in grassetto Non si fanno queste iniezioni con tanta leggerezza probabilmente anche la siringa non era pulita S Freud 1899 pp 108109
Certamente la premessa e il contenuto manifesto del sogno non bastano di per sé a dare conto del suo significato Per individuare il senso nascosto bisogna procedere all’analisi cioè alla scomposizione degli elementi del sogno Ricordiamo che analisi viene dal greco análysis derivato da analyein "sciogliere" A ciò si aggiunga la libera associazione a partire dagli elementi così scomposti Vediamo dunque direttamente il procedimento analitico proposto da Freud Tutto ciò che segue la frase in corsivo rientra nel campo delle libere associazioni
Il salone molti ospiti che stiamo ricevendo Quell’estate abitavamo alla Bellevue una casa isolata posta su uno dei colli che si congiungono al Kahlenberg La casa era stata un tempo destinata a locale di divertimento e aveva quindi stanze molto alte simili a grandi atri Il sogno è stato fatto alla Bellevue e precisamente pochi giorni prima del compleanno di mia moglie Quel giorno mia moglie aveva detto che per il suo compleanno aspettava come ospiti molti amici fra i quali anche Irma Il sogno anticipa dunque questa situazione: è il compleanno di mia moglie e stiamo ricevendo molte persone tra le quali Irma nel grande salone della Bellevue
Rimprovero Irma di non aver accettato la soluzione; dico: "Se hai ancora dolori è colpa tua" Avrei potuto dirle o forse le ho detto la stessa cosa anche da sveglio [] Rilevo dalla frase che dico a Irma in sogno che soprattutto non voglio essere colpevole dei dolori che avverte ancora Va cercato forse in questa direzione l’intento del sogno?
Le lamentele di Irma: dolori alla gola al ventre e allo stomaco; si sente tutta stretta Dolori allo stomaco facevano parte del complesso sintomatico della mia paziente ma non erano molto accentuati si lamentava piuttosto di sensazione di malessere e di nausea Dolori alla gola al ventre senso di costrizione rivestivano scarsa importanza Mi meraviglio d’aver scelto nel sogno quei sintomi e per il momento non riesco a trovarne ragione
È pallida e gonfia La mia paziente è sempre stata di colorito roseo Sospetto che qui le si sostituisca un’altra persona
Mi spavento all’idea di non essermi accorto di un’affezione organica Una paura continua questa come è facile credermi dello specialista che vede quasi esclusivamente nevrotici e che è abituato ad attribuire a isteria moltissimi fenomeni che altri medici curano come organici D’altra parte si insinua in me — non so da dove — un leggero dubbio sulla sincerità del mio spavento Se i dolori di Irma sono di natura organica non sono tenuti a guarirli La mia cura elimina soltanto dolori isterici Mi sembra quasi di dover desiderare un errore diagnostico perché si eliminerebbe così il rimprovero di insuccesso
La porto alla finestra per guardarle la gola Irma mostra una certa riluttanza come le donne che portano denti finti Penso che non ne ha proprio bisogno Non ho mai avuto motivo di esaminare la cavità orale di Irma L’episodio del sogno mi ricorda la visita fatta tempo fa a una governante che da principio mi era sembrata di una bellezza giovanile ma che nell’aprire la bocca aveva preso determinate precauzioni per nascondere la dentiera A questo episodio si allacciano altri ricordi di visite mediche e di piccoli segreti spiacevoli per entrambe le parti che vengono svelati in queste circostanze Non ne ha proprio bisogno: a prima vista è un complimento per Irma; suppongo però che abbia anche un altro significato A un’analisi attenta ci si rende conto se abbiamo esaurito oppure no i pensieri sottintesi che dovevamo aspettarci Il suo modo di stare vicino alla finestra mi ricorda improvvisamente un altro episodio Irma ha un’amica intima che stimo moltissimo Una sera facendole visita la trovai presso la finestra nella situazione riprodotta nel sogno mentre il suo medico lo stesso dottor M dichiarava che aveva una placca difterica La persona del dottor M e la placca ritornano nel seguito del sogno Mi viene in mente ora che negli ultimi mesi avevo avuto ogni buona ragione di ritenere isterica anche quella donna Anzi Irma stessa me l’ha rivelato Ma che cosa so delle sue condizioni? Solo questo che soffre di un senso di costrizione isterica come nel sogno la mia Irma In sogno ho dunque sostituito alla mia paziente la sua amica Ricordo ora di avere spesso considerato con piacere l’idea che anche quest’amica potesse ricorrere a me per farsi liberare dei suoi sintomi Io stesso però finivo per ritenere la cosa improbabile perché è di natura molto riservata Era riluttante come dimostra il sogno Un’altra spiegazione sarebbe il fatto che non ne ha bisogno; finora in verità si è dimostrata abbastanza forte per sopportare senza aiuto d’estranei la sua condizione Rimangono ancora alcuni tratti che non riesco a rapportare né a Irma né all’amica: pallida gonfia denti finti I denti finti mi avevano ricondotto a quella governante; ora sono propenso ad accontentarmi di denti malati Poi mi viene in mente un’altra persona cui potrebbero alludere quei tratti Anche questa non è mia paziente né io vorrei averla come tale perché ho notato il suo imbarazzo di fronte a me e non la ritengo una malata docile Di solito è pallida; in un periodo particolarmente buono era gonfia Ho dunque confrontato la mia paziente Irma con altre due persone che si ribellerebbero anch’esse al mio trattamento Che significato può avere il fatto ch’io l’abbia in sogno scambiata con la sua amica? Forse questo: che vorrei scambiarla; l’altra risveglia in me maggior simpatia; oppure ho una migliore opinione della sua intelligenza Difatti ritengo Irma sprovveduta perché non accetta la mia soluzione; l’altra sarebbe più intelligente cederebbe quindi prima La bocca poi si apre bene: racconterebbe più di quanto non faccia Irma pp 109111
Fermiamoci qui Non possiamo seguire tutta la scomposizione effettuata da Freud Comunque è chiaro cosa significa per Freud interpretare un sogno in modo psicoanalitico Significa scomporre gli elementi del sogno e associare ad essi tutto ciò che viene in mente Gli elementi del sogno nascondono un significato che deve essere svelato: è questo il senso ultimo del lavoro di interpretazione Ma in che consiste questo significato? Questa è una domanda importante Infatti continuando in questa analisi Freud arriva al nocciolo del sogno che consiste nell’appagare il desiderio che sia il suo amico Otto il vero responsabile della malattia di Irma 118 È una piccola vendetta che Freud si prende nei suoi confronti per avergli detto non senza soddisfazione che la sua paziente non era guarita
Il linguaggio Kantiano
dai Quaderni della maturità filosofia
FenomenoNoumeno
Fenomeno etimologicamente "ciò che appare" non è l’immagine illusoria degli oggetti ma al contrario il solo modo di percepire la realtà possibile all’uomo che infatti se la rappresenta universalmente nello "spazio" e nel "tempo"; mediante tali forme il soggetto può averne "intuizione sensibile" non "intellettiva"
Noumeno etimologicamente "ciò che è pensabile" è la cosa in sé pensabile ma non conoscibile; la ragione umana si orienta verso questo nucleo inaccessibile mossa dall’esigenza universale di travalicare i limiti del sapere fenomenico
Deduzione trascendentale
La riflessione gnoseologica kantiana si configura come una scienza speciale della ragion pura che "deduce" i principi a priori indipendenti dall’esperienza di ogni possibile conoscenza Kant definì "trascendentale" tale deduzione per evidenziare che le sue regole sono legittimate a priori con piena garanzia della sintesi conoscitiva Il termine "deduzione" è usato così da Kant nel suo significato giuridico di legittimazione di una tesi mediante l’esplicitazione dei principi su cui poggia cioè de iure e non de facto
Sintesi
Kant spiega che l’obiettività del conoscere deriva dal comporre ciò che l’uomo riceve dalle impressioni con ciò che la facoltà di conoscere vi aggiunge da sé stimolata dalle impressioni sensibili Questa sintesi si compie nell’intuizione in cui le sensazioni singolari e dirette si coniugano con le forme spazio e tempo e nell’intelletto che mediante le categorie trascendentali unifica in concetti generali e necessari la pluralità delle intuizioni È mediante tale sintesi che la realtà risulta "pensabile" Forme e categorie non sono contenuti della mente Kant rifiuta l’innatismo ma funzioni connesse all’esperienza e non derivate da essa "pure" dall’esperienza
Rivoluzione copernicana
Kant denominò metaforicamente la propria gnoseologia una "rivoluzione copernicana" per sottolinearne la portata innovativa rispetto alla gnoseologia aristotelicotomistica; questa si basava sul criterio della "adaequatio rei et intellectus" secondo cui un concetto è vero se è oggettivo cioè se riproduce specularmente la realtà Kant ribaltò tale assunto sostenendo che la verità di un enunciato poggia sulle funzioni cognitive universali del soggetto Io penso La sua concezione gnoseologica è simile alla metodica usata da Copernico Il modello copernicano di universo a differenza di quello tolemaico ipotizza la Terra in movimento e quindi ne fa rientrare le caratteristiche tra le variabili del calcolo del modello stesso; analogamente il modello gnoseologico kantiano considera le caratteristiche della recettività a priori forme spaziotemporali della sensazione e categorie intellettive costitutive dell’attività conoscitiva
Appercezione trascendentale Io penso
È la condizione di ogni intuizione e di ogni concetto; consiste non nella coscienza individuale bensì in quella forma universale del pensiero umano che unifica le molteplici percezioni fenomeniche e garantisce la conoscenza intellettiva La realtà resta esterna all’io trascendentale e indipendente da esso
Concetti puri
Nell’Analitica trascendentale Kant deduce dodici concetti puri distinti dai concetti empirici cioè le categorie mediante le quali l’intelletto sintetizza le intuizioni nei giudizi Così per esempio la categoria di totalità una delle tre della quantità interviene nei giudizi universali del tipo:" Nessun o tutti i B è sono A" Tra le categorie della qualità quella di realtà interviene nella formulazione di giudizi negativi e/o affermativi; le categorie di relazione intervengono nei giudizi ipotetici del tipo "seallora"; le categorie di modalità necessità possibilità esistenza sono alla base di proposizioni problematiche assertorie apodittiche
Schematismo trascendentale
Per chiarire il collegamento tra intuizione sensibile e intelletto Kant si avvalse della dottrina dello schematismo mediante il quale ciascuna intuizione è sussunta sotto la categoria pertinente Per esempio lo schema numero non è l’intuizione numerica ma il presupposto del metodo generativo di un qualunque numero schematismo del numerare; le immagini numeriche vengono sussunte alla categoria di quantità mediante gli schemi di unità e di successione
Giudizi sintetici e analitici
L’intelletto conferisce carattere universale e necessario ai contenuti dell’intuizione applicando ad essi le categorie Nel giudizio il rapporto tra soggetto e predicato è possibile in due modi: o il concetto espresso dal predicato appartiene al soggetto come qualcosa che gli è implicito giudizi analitici oppure si trova al di fuori del concetto del soggetto sebbene sia in connessione con esso giudizi sintetici Nei primi il predicato esplicita ciò che è implicito nel concetto del soggetto giudizi esplicativi; i giudizi sintetici invece sono ampliativi delle conoscenze precedenti in quanto in essi il predicato aggiunge elementi nuovi a ciò che si può ricavare dalla semplice analisi del soggetto Un particolare tipo di giudizio sintetico quello "sintetico a priori" ha carattere di universalità e necessità non ricavabile dal proprio contenuto esperienziale
Metafisica
Diradato l’equivoco che le idee dialettiche possano costituire conoscenza nondimeno Kant riconosce che la metafisica corrisponde a un bisogno razionale connaturato all’uomo Nella Dialettica trascendentale egli evidenziò che la metafisica può fungere da riferimento per definire limiti e caratteristiche del sapere scientifico; così le idee della metafisica sono non "costitutive" bensì "regolative" del sapere A parte questo riconoscimento della funzione regolativa delle idee il cuore del criticismo kantiano è la "scienza dei concetti puri" cioè la deduzione trascendentale dei principi indipendenti dall’esperienza di ogni conoscenza possibile Pertanto l’intero criticismo è una metafisica critica articolata in metafisica della natura che deduce forme e categorie trascendentali dalla conoscenza intellettiva e metafisica dei costumi relativa ai principi a priori della ragion pratica
Oltre la natura la metafisica
La Metafisica nacque ufficialmente a Ferrara nel 1917 ad opera di Giorgio de Chirico Carlo Carrà Alberto Savinio
"L’opera metafisica è quanto all’aspetto serena dà però l’impressione che qualcosa di nuovo debba accadere in quella stessa serenità e che altri segni oltre a quelli già palesi debbano subentrare sul quadrato della tela Tale è il sintomo della profondità abitata Così la superficie piatta d’un oceano perfettamente calmo ci inquieta non tanto per l’idea della distanza chilometrica che sta tra noi e il suo fondo quanto per tutto lo sconosciuto che si cela in quel fondo" Giorgio de Chirico 1919
Nell’uso di de Chirico e dei Metafisici il termine metafisica ha come unico punto di contatto con quello filosofico l’allusione ad una realtà diversa che va oltre ciò che vediamo allorché gli oggetti usati fuori del loro contesto solito sembrano rivelare un nuovo significato che sorprende
Se si spezza la "collana dei ricordi" che associa ad ogni oggetto un significato un uso un ruolo e uno spazio tutto diventa nuovo Tale situazione secondo i Metafisici può essere riprodotta dalla pittura estraniando gli oggetti dal loro usuale contesto oppure presentando come inanimati luoghi fatti per contenere persone con un effetto provocatorio che ci turba
Sono tipici della pittura metafisica di de Chirico le ombre lunghe del meriggio il senso dell’attesa l’ambientazione prospettica l’enigma la piazza il cielo terso l’orizzonte sgombro da cose
Il dipinto L’enigma dell’ora opera eseguita da de Chirico nel 1911 si ispira almeno a due architetture rinascimentali fiorentine lo Spedale degli Innocenti e il Corridoio Vasariano
Le Muse inquietanti dipinto eseguito da Giorgio de Chirico nel 1917 è una sorta di manifesto pittorico della Metafisica Le atmosfere i temi e i soggetti trattati secondo la poetica metafisica sono ciminiere che non buttano fumo e non sono segno di vita statuemanichino attesa muse come enigmatiche presenze segno nitido mancanza di una prospettiva atmosferica ombre nette e lunghe silenzio
Trovatore è un dipinto eseguito da de Chirico nel 195455 in occasione di uno dei suoi periodici ritorni alla pittura metafisica
Il dipinto L’ovale delle apparizioni 191819 opera di Carlo Carrà apparve nel frontespizio del primo numero di una rivista importante per la diffusione delle tematiche metafisiche "Valori plastici"
Nel dipinto di Carlo Carrà Simultaneità donna al balcone eseguito nel 1912 l’artista fonde l’immagine del movimento di ascendenza futurista con la griglia cubista che scompone e ricompone un paesaggio cittadino Carrà anela al recupero totale della tradizione pittorica italiana in specie trequattrocentesca e quindi anche alla sua spiritualità qualità che aveva già riconosciuto come componente essenziale degli affreschi di Giotto in un noto testo la Parlata su Giotto del 1916
La Testa di donna 1929 è un raro disegno in cui alla natura morta o al paesaggio si sostituisce la figura umana soggetto poco indagato da Morandi rispettoso della vita altrui al punto da non osarne fermare l’attimo fuggevole in un dipinto consapevole della mutevolezza dei pensieri per cui è quasi impossibile cogliere la verità dell’animo umano così poco incline al ritratto da cimentarsi quasi esclusivamente nell’autoritratto nello studio cioè dell’unica persona che poteva dire di conoscere se stesso
Nel dipinto raffigurante una Natura morta di oggetti in viola opera eseguita da Giorgio Morandi nel 1937 la sequenza nella disposizione degli oggetti è sintattica In esso l’artista evita accuratamente l’uso squillante dei colori
Il dipinto il Paesaggio di Morandi del Museo "Revoltella" di Trieste eseguito nel 1944 raffigura una natura essenziale
Secondo quanto lo stesso Alberto Savinio scrive alla base della sua pittura c’è la volontà di "dipingere forte" cioè portare con ogni mezzo la cosa dipinta al suo massimo d’intensità richiedere a ogni segno il massimo risultato
In Senza titolo un olio su tela 1929 di Alberto Savinio la natura verosimile e quella di invenzione sono un’entità e appartengono alla stessa storia quella di un futuro possibile immaginario e transitivo
In Apollo una tempera su tela del 19301931 Alberto Savinio per sottolineare il riferimento ad una divinità dell’Olimpo innesta il busto del dio su di una colonna ionica La testa di struzzo invece allude alla straordinaria bellezza del dio
Tendenze artistiche nel secondo dopoguerra
Henry Moore il maggior artista inglese del Novecento riesce sempre a fondere nelle sue sculture suggestioni di tipo immediatamente figurativo soprattutto figure femminili con forme di astratto naturalismo A ciò si aggiunge spesso un sapiente gioco di buchi e perforazioni grazie ai quali lo spazio interno e lo spazio esterno si fondono con progressione continua e con esiti estetici di severa monumentalità
Nelle sculture di Henry Moore la forma prende generalmente spunto da un soggetto figurativo di solito un personaggio femminile giacente ma subito dopo tende a diventare astratta cioè non più riferibile a qualcosa di certo e conosciuto Molte opere dell’artista infine non sono semplicemente collegate in uno spazio ma è lo spazio stesso a entrare in loro in un continuo e affascinante rincorrersi tra dentro e fuori
Nonostante una breve esperienza inglese e qualche ripercussione italiana la PopArt è un movimento tipicamente statunitense Diffusasi a partire dagli anni Sessanta essa si sviluppò parallelamente alla società dei consumi della quale adottò spesso anche le dinamiche comunicazionali e il tipo di linguaggio Andy Warhol che ne fu uno dei massimi esponenti incarna in modo perfetto l’ambiguità di un’arte che si identifica senza scrupoli con i valori o i disvalori di una società poco culturalizzata e troppo influenzata dal libero mercato
La formazione artistica di Andy Warhol è tutta americana e le sue prime esperienze avvengono nel campo della grafica pubblicitaria del disegno industriale e su di un altro piano anche nel teatro sperimentale Il modo di Warhol di intendere l’arte è spesso talmente banale da apparire quasi provocatorio Poiché nulla serve a nulla – egli dice – anche l’arte non può esprimersi altro che attraverso il consumare Da ciò discendono le sue scelte tematiche consistenti spesso nella riproposizione quasi infinita dei medesimi soggetti come avviene per i ritratti di Marilyn Monroe o per le bottigliette di CocaCola
All’intorno alla metà degli anni Sessanta all’indigestione di oggetti e volti da consumare proposti dal pop alcuni intellettuali europei e statunitensi reagiscono con nuove proposte che vanno nella direzione di un’arte "fredda" cioè slegata da qualsiasi tipo di suggestione visiva Si tratta di una serie di eterogenee esperienze che vanno sotto il generico nome di Arte Concettuale cioè un’arte convertita ad essere nient’altro che l’espressione di pure azioni mentali Uno degli esponenti più creativi del periodo è senza dubbio Joseph Kosuth secondo il quale essere artisti oggi può significare soltanto indagare criticamente la natura dell’arte
Una celebre performance degli anni Ottanta è Impacchettamento del Pont Neuf un’opera di Christo avente una funzione provocatoria realizzata a Parigi legata al movimento Land Art
"Qualunque scultura faccia assume nella mia mente
una personalità umana o in altre occasioni animale" Henry Moore
"Io dipingo per terra ma non è una cosa anomala
Gli orientali lo facevano" Jackson Pollock
" Sono per un’arte che tragga le sue forme direttamente
dalla vita … e sia pesante e grossolana insipida
dolce e stupida come la vita stessa" Claes Oldenburg
"Non mi interessa una tematica che insegni qualcosa
alla gente o che cerchi in qualche modo di migliorare
la nostra società" Roy Liechtenstein
"Sono di un’estrema passività Prendo le cose così
come sono Mi limito a guardare osservo il mondo …" Andy Warhol
"Non c’è nulla di astratto nelle mie tele ma tutt’al più
oggetti dalle forme strane Sono forme e sagome più
soffici organiche ma sempre oggetti fisici" Henry Sharf
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